Author Archive Pierluigi Campo

ByPierluigi Campo

Una visione psicosintetica delle organizzazioni

Una visione psicosintetica delle organizzazioni:

conferenza tenuta da Pierluigi Campo presso il Centro di Psicosintesi di Bolzano e Trento – Sede di Trento, il 21.10.21.

In questa occasione illustro una possibile lettura delle organizzazioni in chiave psicosintetica:

  • concetti base della psicosintesi
  • accostamento alla visione sistemica
  • grado di sovrapposizione persona-contesto
  • metodi per lo sviluppo organizzativo: l’approccio di coaching
  • integrazione personale e organizzativa: delineare l’Io organizzativo
  • modello GROW di Whitmore
  • l’atto di volontà in psicosintesi e l’obiettivo SMARTER: modernità della psicosintesi
  • il potere delle immagini: visualizzazione

ByPierluigi Campo

Mindfulness Psicosomatica

Mindfulness Psicosomatica per la vita quotidiana

Richiesta di prestazioni e competenze sempre più elevate, ritmi incalzanti, pandemia, incertezza per il futuro, stress, preoccupazioni, paura…

Come ridurre gli effetti degli stimoli che ci mettono sotto pressione?

La Mindfulness Psicosomatica utilizza le conoscenze derivate dalle neuroscienze, dalle antiche tradizioni meditative e dalla psicosomatica; prende in considerazione i livelli corporeo, mentale ed emotivo in un approccio integrato per generare armonia con se stessi e con l’ambiente.

Nella Mindfulness Psicosomatica si utilizzano pratiche validate scientificamente per la loro efficacia: la meditazione come principale pratica di consapevolezza di sé e pratiche corporee di benessere psicofisico e di intelligenza emotiva. Con questo approccio si sviluppano e migliorano diverse competenze personali, le Life Skills descritte dall’OMS (abilità cognitive, emotive e relazionali).

Le ricerche scientifiche internazionali dimostrano che la pratica della Mindfulness favorisce l’apertura di spazi di consapevolezza, silenzio e benessere.

Alcuni risultati che possiamo ottenere:

  • Sviluppare una maggior consapevolezza di sé a livello fisico, emotivo e cognitivo
  • Prevenire e ridurre lo stress
  • Potenziare la capacità di autoregolazione delle emozioni
  • Sviluppare l’autostima, la gentilezza, l’empatia
  • Migliorare le prestazioni professionali.
  • Migliorare la cooperazione e le relazioni sociali
  • Portare benessere nella propria vita

Mindfulness e Mindfulness Psicosomatica

La Mindfulness affonda le sue radici nella meditazione Vipassana, una tecnica molto semplice ed efficace per sviluppare la consapevolezza di corpo, mente ed emozioni che si integrano e lasciano emergere uno stato di silenzio, pace e benessere.

Entriamo in questo spazio attraverso l’ascolto del respiro. La tecnica è molto facile da apprendere, profonda e rilassante e si può praticare in ogni luogo: al risveglio, nelle pause di lavoro, prima di dormire…

Tuttavia non è sempre semplice entrare in uno stato di meditazione: i pensieri che vorticano nella nostra mente, le tensioni del corpo, le emozioni che ci trasportano sono gli ostacoli principali. Per questo motivo la mindfulness psicosomatica integra pratiche corporee che aiutano a sciogliere le tensioni fisiche ed emotive e facilitano l’ingresso in uno stato di mindfulness.

Le principali pratiche di consapevolezza corporea che utilizziamo sono esercizi di energetica, movimento e musica, uso della voce e body scan psicosomatico che aiutano a lasciare andare le tensioni e ad alleggerire la mente, riequilibrano l’organismo a livello energetico e favoriscono l’emergere di stati di silenzio e benessere.

ByPierluigi Campo

Mindfulness e biopsicosintesi

Mindfulness e biopsicosintesi

Avviamoci serenamente alla conclusione della giornata!

Praticare mindfulness significa osservare senza giudizio corpo, pensieri ed emozioni, vivere il momento presente così com’è, senza cercare di modificare nulla e consapevolizzare la percezione di sé. Gli effetti sono molteplici sul piano fisico, emotivo, cognitivo, relazionale e sociale: diminuisce lo stress e aumenta il benessere.

La biopsicosintesi è un percorso di sviluppo delle proprie potenzialità, ci consente di conoscere e prendersi cura di tutti gli aspetti del nostro essere.

La mindfulness e la biopsicosintesi integrate ci aiutano a sviluppare una consapevolezza globale e ad armonizzare tutti i nostri livelli.
Ascolto del respiro, meditazione e semplici movimenti corporei sono i principali strumenti che utilizziamo.

Per saperne di più partecipa il 7 gennaio 2021 alle ore 19.00: presenterò il successivo percorso di 5 incontri di 1,5 ore online: ore 18.00 – 19.30
12-19-26 gennaio 2021
2-9 febbraio 2021

Costi per il successivo percorso
Il costo è di 20€ ad incontro.
5 incontri acquistati insieme: 90€
Se porti un amico: 80€ a testa per 5 incontri

Il conduttore
Pierluigi Campo è coach professionista ad indirizzo strategico, ha una formazione triennale in counseling biopsicosintetico ed è attualmente in formazione in counseling psicosomatico.

Informazioni ed iscrizioni
Pierluigi Campo
346 6972021
info@pierluigicampo.it

ByPierluigi Campo

Il gioco di squadra e l’animo molteplice

In questo articolo descrivo brevemente l’analogia tra lo sport di squadra, il calcio in particolare e l'animo molteplice  della Psicosintesi di Assagioli; nel video si trovano esempi e riflessioni. 

 In Psicosintesi si parla di animo molteplice e subpersonalità. Ecco le definizioni di Roberto Assagioli, ideatore della psicosintesi:

 Il caos, la molteplicità, i conflitti, gli elementi eterogenei e le tendenze contrastanti da cui derivano la grande complessità, il travaglio, le mutevolezze, le contraddizioni dell’animo umano costituiscono l’animo molteplice.”   

 Le subpersonalità sono un Insieme di sentimenti, atteggiamenti, rapporti e comportamenti diversi, risultanti dalla combinazione di fenomeni emotivi e mentali, che mettono in moto la realizzazione dei loro scopi al di fuori della nostra coscienza, e indipendentemente da, e perfino contro, la nostra volontà. Alcune corrispondono ai vari ruoli o funzioni che dobbiamo svolgere nella nostra vita. In pratica agiscono come esseri differenti con caratteristiche diverse e anche opposte; tuttavia è possibile coordinarle in una unità superiore. Bisogna riconoscerle, non identificarcisi; il secondo compito è quello di utilizzarle opportunamente; il terzo di modificarle e plasmarle.

 Possiamo cioè coordinare i nostri vari aspetti, ruoli, caratteristiche in cui ci identifichiamo e diventare padroni della nostra vita.

 Per la Psicosintesi l’elemento unificatore delle nostre parti è l’Io che coordina le nostre parti.

Nel gioco del calcio l’allenatore assume il ruolo dell'io della Psicosintesi: ha il compito di osservare da fuori i giocatori, farli rendere al meglio, metterli nella posizione giusta, tenere alta la motivazione, allenarli.

L’allenatore ha anche il compito di evitare l’identificazione eccessiva nei ruoli: pensiamo all'attaccante di successo che vive costantemente nel ruolo. Quanto è gratificante! Quando poi si spegne la luce del palcoscenico, se non ha altri punti di sostegno nella vita, può andare incontro al vuoto ed alla perdita di significato.

  Nello sport come nella vita non sempre faremo la cosa giusta al momento giusto. Possiamo vincere o perdere, ma sempre giocando la nostra partita, imparando sia dalle vittorie che dalle sconfitte.

 Con il gioco e lo spirito di squadra uniti a curiosità, leggerezza ed ironia possiamo fare tanto di bello per noi stessi e per gli altri.

Dalla diretta Facebook sul Gruppo Psicosintesi Trento del 10/05/2020.  

ByPierluigi Campo

Dall’innamoramento alla relazione consapevole per l’armonia di coppia

Come sopravvivere alla fine dell’innamoramento e costruire una relazione vivificante e duratura. 

L'inizio di una storia d'amore

 Una storia inizia spesso con l’innamoramento e, affinché la convivenza funzioni, ci vuole anche altro. E le chiavi di una convivenza felice sono nelle nostre mani.

L'innamoramento

 Durante l’innamoramento: proviamo forti emozioni, desideriamo passare tanto tempo con il partner. Sentiamo una forte attrazione fisica, il desiderio e la passione sono spesso presenti, siamo disponibili verso l’altro. Nella prima fase della relazione l’altro è perfetto, è esattamente la persona che cercavamo, non potevamo essere più fortunati!

 E' un momento meraviglioso: produciamo una grande quantità di ormoni che alimentano il desiderio, l’amore e la voglia di stare sempre insieme. Magicamente e inconsapevolmente riversiamo su partner i nostri desideri, le nostre aspettative. L’altro diventa la persona che soddisferà per sempre i nostri bisogni. Quale onore e onere!

 In questa fase siamo abbagliati: non vediamo l’altro per come è in realtà ma per come desideriamo che sia, ne abbiamo una versione distorta, non reale. Ed anche noi nell'innamoramento diamo il meglio di noi stessi: mostriamo, facciamo intuire tutte le nostre potenzialità, tutti i nostri lati migliori, ci pavoneggiamo.

La disillusione dopo l'innamoramento

 Col procedere del tempo, secondo un calendario soggettivo, la tempesta ormonale inizia a calmarsi, osserviamo la situazione con più lucidità ed iniziamo a vedere l’altro per quello che è, con le sue qualità ed con i suoi lati deboli, l’innamoramento svanisce. Ed ecco che il dentifricio spremuto nel mezzo che prima ci faceva sorridere, ora non lo tolleriamo più, ci innervosiamo e ci chiediamo: “dov’è la persona perfetta, amorevole, fantastica che conoscevo? E’ l’inizio della fine?”. Per il dentifricio possiamo trovare una soluzione ma ci sono altre importanti tematiche da affrontare?

Quali possibilità per la coppia?

 Ed ecco il momento più importante e delicato: le diversità possono essere integrate? Ci sono principi di fondo non condivisi? C’è una base comune su cui costruire una relazione reale?

 Comprendere la disillusione

Finito l’innamoramento ci si lascia o si impara a gestire il passaggio ad una fase più matura e adulta. L'altro esce dall'idealizzazione che ci siamo creati e diviene una persona reale, con pregi e difetti.  Se vogliamo proseguire nel rapporto dobbiamo imparare a comprendere la nostra disillusione, coltivando la voglia di conoscere realmente il nostro partner. 

Come migliorare la relazione di coppia

Conoscere quello che sta succedendo e comprenderne il significato e l'umanità sono i primi passi per creare le basi di una relazione solida. Alcuni ingredienti ci possono aiutare in quest'opera creativa, ad esempio curiosità, impegno, cura, buona comunicazione e progettualità

Ed ecco un semplice esempio di comunicazione che può fare la differenza: utilizzare il messaggio IO. In una discussione, in un contrasto è importante partire da se stessi. Non dire "tu mi hai fatto questo" ma partire dal proprio sentire: "non mi sento capita quando mi dici che...". Questa modalità contribuisce a limitare il livello di aggressività e permette di mantenere viva la comunicazione.  

ByPierluigi Campo

Coaching e tecniche immaginative

Il coaching ci permette di ri-trovare il nostro centro: non siamo più in balia di forze esterne che ci guidano e riprendiamo in mano il timone della nostra nave per puntare decisi verso i nostri obiettivi.

Ho usato un’immagine non a caso, una metafora. Metafora deriva dalla radice latina “portare oltre, trasportare”. I simboli e le immagini hanno infatti un profondo effetto su di noi: parlano alla nostra parte più vera, oltrepassando le barriere cognitive. Pensiamo alla pubblicità: attraverso immagini cariche di contenuti suggestivi ed emotivi, i messaggi si insinuano profondamente dentro di noi e quasi inconsapevolmente ci troviamo nel carrello della spesa un prodotto che mai avremmo immaginato di comprare. Sentire, vivere emotivamente una situazione anche immaginata porta a modificazioni fisiologiche e quindi di comportamento. Il pensiero prepara all’azione: se non abbiamo un’immagine di ciò che vogliamo raggiungere, non lo raggiungeremo. Possiamo utilizzare questi meccanismi a nostro vantaggio per cambiare i nostri pensieri negativi e le nostre convinzioni limitanti (p.es. “non ce la farò mai” può diventare: “non sono sicuro di essere capace di farlo ma penso di poter imparare con il tempo e l’impegno”).

Come diceva Henry Ford:

Che tu pensi di farcela o di non farcela, avrai sicuramente ragione!

Abbiamo quindi la capacità di riprogrammare i nostri canali neuronali attraverso la ripetizione e l’esercizio.

Ecco un altro spunto. Se desideriamo acquisire, sviluppare, ritrovare una nuova qualità come ad esempio l’allegria, possiamo creare dei biglietti con scritto “allegria” in diverse forme e colori, trovare immagini che la richiamino e metterli in diversi punti dei nostri luoghi abituali (casa, macchina, ufficio…): dopo qualche tempo non li vedremo più consciamente ma la nostra mente continuerà a registrarli polarizzandosi sulla qualità desiderata..

Un ulteriore sviluppo consiste nell’utilizzo di immagini opportunamente create per evocare stati d’animo o qualità che si vogliono conseguire o rinforzare.

Qui puoi ascoltare “L’albero”, un breve percorso immaginativo che aiuta a connettersi al proprio centro e a consolidare la propria sicurezza e solidità. Per l’ascolto ti consiglio di ritagliarti uno spazio nella giornata in cui puoi stare con te stesso senza essere disturbato e puoi chiudere gli occhi. Buon viaggio!

L’immaginazione è più importante della conoscenza – Albert Einstein

L’utilizzo di questa tecnica è finalizzato al raggiungimento di uno stato di benessere ed equilibrio interiore; non costituisce una terapia medica e non sostituisce i trattamenti medici di tipo tradizionale sia fisici che psicologici.

ByPierluigi Campo

Scocca la freccia: obiettivo centrato!

Due chiacchiere con Giampiero Girardi, Direttore dell’Ufficio Servizio civileAgenzia per la famiglia, la natalità e le politiche giovanili della Provincia Autonoma di Trento, nell’ambito della formazione proposta ai giovani.

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Un nuovo modulo viene proposto all’interno della formazione generale. Si tratta di una proposta di Pierluigi Campo, da tempo impegnato come formatore nel servizio civile. Gli abbiamo fatto qualche domanda su questa novità.

Come si intitola il modulo e cosa propone?
Il titolo è “Scocca la freccia: obiettivo centrato!” e lavora sulla costruzione e la realizzazione degli obiettivi. Si terrà per la prima volta il 28 giugno prossimo (2018).

Perché hai avanzato questa proposta da aggiungere ai moduli di formazione generale?
Perché gli obiettivi che tutti ci diamo sono il motore della nostra esistenza. E’ importante chiarirli, comprenderli meglio, decodificarli. Esistono delle metodologie che aiutano a fare questo.

Cosa sono gli obiettivi? Come dobbiamo intendere questa parola di uso comune?
Tutto quello che vogliamo raggiungere è un obiettivo. Ad esempio il trovare un lavoro, il cercare una relazione, il fare un viaggio. Per raggiungerli devo pianificare, percorrere delle tappe, costruire poco a poco il raggiungimento di ciò che mi sono proposto. Il modello per verificare che un obiettivo sia “ben formato” e quindi raggiungibile e che propongo si chiama “SMART”, acronimo che vuol dire: Specifico, Misurabile, Accordato, Raggiungibile, Tempificato. Se utilizzo questo metodo di valutazione ho un grande aiuto nel realizzare ciò che mi sono proposto.

Ci sono obiettivi anche più personali?
Certo! Ad esempio posso desiderare di essere più spigliato, meno irascibile, di rapportarmi meglio con una o più persone. In questo casi è necessario definire molto bene cosa esattamente voglio raggiungere.

Ci sono dei prerequisiti da rispettare per raggiungere un obiettivo?
Il motore che ci spinge verso il raggiungimento di un obiettivo è la motivazione, che può essere interna o esterna. Va compresa bene, perché è alla base delle mie scelte. Nella motivazione troviamo la chiave per capire se potremo raggiungere l’obiettivo. Faccio un esempio: nella mia famiglia sono tutti avvocati, l’idea che lo diventi anch’io è una mia scelta libera o deriva dal condizionamento familiare? Capire questo fa una differenza enorme.

Quali altri passaggi vanno rispettati?
Il primo è quello di saper identificare gli ostacoli (dentro e fuori di noi) e chiedermi: come posso agire su me stesso e come posso affrontare le circostanze esterne?

Poi cosa bisogna fare?
È importante la pianificazione: che mi aiuta a capire quali sono i passi da compiere per arrivare alla meta prefissata.

Un’altra attenzione da avere?
Cercare soluzioni creative per generare nuovi punti di vista e soluzioni alternative; questo processo stimola e attiva facoltà potenziali ed attinge ad un grosso bacino di energia utile per il percorso.

Hai già realizzato questo modulo formativo?
Ho utilizzato queste metodologie nelle aziende lavorando sulla motivazione, sugli ostacoli ed utilizzando il modello SMART. Il feedback è sempre stato molto positivo.

Perché pensi possa interessare ai giovani in servizio civile?
Perché questo modulo permette di avere riscontri immediati e risultati concreti, anche di soddisfazione personale. C’è una spendibilità immediata, attraverso le tecniche e la metodologia che propongo.

Fai uno spot promozionale per il tuo modulo.
Prendo a prestito una frase pronunciata da Walt Disney, manager americano famoso per i fumetti e i cartoni animati: “La differenza tra un desiderio e un obiettivo è una data”.
Partecipando al modulo si potrà capire a fondo il senso di questa frase.

Ringrazio Pierluigi Campo e gli auguro buon lavoro!                                            (g.g.)

ByPierluigi Campo

Maria Maddalena – impressioni

Il film Maria Maddalena (regia di Garth Davis – 2018) ha lasciato un segno importante dentro di me. Un film intenso sotto tanti punti di vista: sceneggiatura, fotografia, trama, sentimenti. In ogni scena emerge l’aspetto umano.

Si delinea la bellissima figura di Maria Maddalena, l’apostolo che comprende profondamente il messaggio di Gesù. E’ il femminile che comprende oltre le parole, oltre l’interpretazione letterale, il femminile che esce dalla realtà apparente, esce dallo schema e rende esplicito il messaggio occulto. Il femminile che usa l’intuizione e il cuore e con essi va oltre l’apparenza. Il femminile che si ribella alla cultura maschilista del tempo con la sua visione limitata.

Il maschile interpreta letteralmente il messaggio di Gesù: si prepara alla battaglia, alla conquista. Il Regno dei cieli arriverà dopo lo scontro, la liberazione dal nemico. Su questa visione si innesteranno le “guerre sante”. Come può una guerra essere santa?

Maria Maddalena rende esplicito il significato di lotta. E’ una lotta interiore con il “nemico” dentro di noi: il nostro piccolo io, la nostra meschinità, il nostro attaccamento, il nostro egoismo. Con le sue parole ci spinge ad andare oltre i nostri limiti, a cambiare i nostri pensieri e sviluppare le nostre potenzialità più elevate per migliorare noi stessi ed il mondo che ci circonda.

In una delle prime scene Gesù ascolta e pone domande: ecco l’ascolto attivo che cura e risana le ferite.

Gesù è anche un guaritore in senso “magico”: si stende vicino a Lazzaro, sussurra alcune parole e assorbe la sua malattia in uno stato di trance: medicina antica di cui abbiamo quasi perso le tracce.

Nella sua cieca devozione Giuda vuole accelerare il processo, vuole la salvezza per ricongiungersi ai suoi cari morti e tradisce Gesù per metterlo alla prova e spingerlo a portare ora in Terra il Regno dei cieli, a realizzare ora la profezia. Un gesto di disperazione e di estrema fiducia nella sua guida spirituale.

Mi colpisce l’umanità di Cristo con i suoi dubbi e le sue sofferenze attraverso le quali dimostra la sua grandezza, la sua capacità di coinvolgere la gente comunicando su ogni livello: cuore, mente, corpo e anima. E in ogni momento si esprime la chiarezza della sua missione, il suo obiettivo.

Un film di amore puro, di amore devozionale per lo sviluppo delle coscienze e per l’evoluzione dell’uomo.

Maria Maddalena: “Il mondo cambierà solo se cambiamo noi. Non resterò in silenzio.”

Chi vuole muovere il mondo prima muova se stesso. Socrate

Immagine da https://www.mymovies.it/film/2018/marymagdalene/