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ByPierluigi Campo

Il coaching secondo UNI 11601:2015

Coaching – di cosa parliamo?

Cos’è il coaching? In questo articolo esaminiamo una prospettiva italiana, nell’articolo a questo link si trova una prospettiva proveniente dal mondo anglossassone.

La definizione riportata nella norma UNI 11601:2015 che definisce la terminologia e le caratteristiche del servizio di Coaching descrive così il coaching:

«Processo di partnership finalizzato al raggiungimento degli obiettivi definiti con il coachee e con l’eventuale committente e si basa su una relazione strutturata di reciproca fiducia.

L’agire professionale del coach facilita il coachee a migliorare le sue competenze mediante la valorizzazione e il potenziamento delle sue risorse»

In questa definizione si trovano parecchi spunti interessanti.

Innanzitutto si parla di partnership ovvero di un processo che va costruito insieme. Partiamo dal presupposto che il coachee (la persona che intraprende un percorso con un coach) è il massimo ed unico esperto della propria vita. Il coach è un alleato, un allenatore che si pone a fianco del coachee, non agisce al posto suo o suggerisce: aiuta a trovare le risposte ed i comportamenti più funzionali in una determinata situazione.

Il secondo importante elemento consiste nella definizione e nel raggiungimento degli obiettivi. Avere obiettivi è fondamentale per fare un buon lavoro. Come diceva Seneca, “Non esiste vento favorevole per il marinaio che non sa dove andare”.

Gli obiettivi possono essere definiti anche con l’eventuale committente: con questa parola si include il processo di triangolazione quando il committente (ente, azienda…) propone un percorso di coaching ad un proprio collaboratore, ad esempio nel business coaching.

Fiducia: aspetto determinante nel processo di coaching. Se si crea un clima di fiducia il coachee è nella condizione migliore per mettersi in gioco e sviluppare le proprie potenzialità; il coach ha la competenza per favorire questo aspetto. Si tratta in ogni caso di una relazione in cui entrambi hanno la propria parte di responsabilità nel creare il clima di fiducia.

Mediante un processo così concepito il coachee può migliorare le proprie competenze. Non si parla di competenze tecniche ma di competenze trasversali quali consapevolezza, comunicazione, collaborazione, motivazione al cambiamento.

Allo stesso modo il coachee può valorizzare e potenziare le proprie risorse interiori come ad esempio fiducia, determinazione, coraggio, responsabilità, apertura.

Nell’articolo a questo link approfondiamo una definizione proveniente dal mondo anglosassone.

ByPierluigi Campo

Scocca la freccia: obiettivo centrato!

Due chiacchiere con Giampiero Girardi, Direttore dell’Ufficio Servizio civileAgenzia per la famiglia, la natalità e le politiche giovanili della Provincia Autonoma di Trento, nell’ambito della formazione proposta ai giovani.

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Un nuovo modulo viene proposto all’interno della formazione generale. Si tratta di una proposta di Pierluigi Campo, da tempo impegnato come formatore nel servizio civile. Gli abbiamo fatto qualche domanda su questa novità.

Come si intitola il modulo e cosa propone?
Il titolo è “Scocca la freccia: obiettivo centrato!” e lavora sulla costruzione e la realizzazione degli obiettivi. Si terrà per la prima volta il 28 giugno prossimo (2018).

Perché hai avanzato questa proposta da aggiungere ai moduli di formazione generale?
Perché gli obiettivi che tutti ci diamo sono il motore della nostra esistenza. E’ importante chiarirli, comprenderli meglio, decodificarli. Esistono delle metodologie che aiutano a fare questo.

Cosa sono gli obiettivi? Come dobbiamo intendere questa parola di uso comune?
Tutto quello che vogliamo raggiungere è un obiettivo. Ad esempio il trovare un lavoro, il cercare una relazione, il fare un viaggio. Per raggiungerli devo pianificare, percorrere delle tappe, costruire poco a poco il raggiungimento di ciò che mi sono proposto. Il modello per verificare che un obiettivo sia “ben formato” e quindi raggiungibile e che propongo si chiama “SMART”, acronimo che vuol dire: Specifico, Misurabile, Accordato, Raggiungibile, Tempificato. Se utilizzo questo metodo di valutazione ho un grande aiuto nel realizzare ciò che mi sono proposto.

Ci sono obiettivi anche più personali?
Certo! Ad esempio posso desiderare di essere più spigliato, meno irascibile, di rapportarmi meglio con una o più persone. In questo casi è necessario definire molto bene cosa esattamente voglio raggiungere.

Ci sono dei prerequisiti da rispettare per raggiungere un obiettivo?
Il motore che ci spinge verso il raggiungimento di un obiettivo è la motivazione, che può essere interna o esterna. Va compresa bene, perché è alla base delle mie scelte. Nella motivazione troviamo la chiave per capire se potremo raggiungere l’obiettivo. Faccio un esempio: nella mia famiglia sono tutti avvocati, l’idea che lo diventi anch’io è una mia scelta libera o deriva dal condizionamento familiare? Capire questo fa una differenza enorme.

Quali altri passaggi vanno rispettati?
Il primo è quello di saper identificare gli ostacoli (dentro e fuori di noi) e chiedermi: come posso agire su me stesso e come posso affrontare le circostanze esterne?

Poi cosa bisogna fare?
È importante la pianificazione: che mi aiuta a capire quali sono i passi da compiere per arrivare alla meta prefissata.

Un’altra attenzione da avere?
Cercare soluzioni creative per generare nuovi punti di vista e soluzioni alternative; questo processo stimola e attiva facoltà potenziali ed attinge ad un grosso bacino di energia utile per il percorso.

Hai già realizzato questo modulo formativo?
Ho utilizzato queste metodologie nelle aziende lavorando sulla motivazione, sugli ostacoli ed utilizzando il modello SMART. Il feedback è sempre stato molto positivo.

Perché pensi possa interessare ai giovani in servizio civile?
Perché questo modulo permette di avere riscontri immediati e risultati concreti, anche di soddisfazione personale. C’è una spendibilità immediata, attraverso le tecniche e la metodologia che propongo.

Fai uno spot promozionale per il tuo modulo.
Prendo a prestito una frase pronunciata da Walt Disney, manager americano famoso per i fumetti e i cartoni animati: “La differenza tra un desiderio e un obiettivo è una data”.
Partecipando al modulo si potrà capire a fondo il senso di questa frase.

Ringrazio Pierluigi Campo e gli auguro buon lavoro!                                            (g.g.)